giovedì 22 settembre 2016

Le origini della Mafia.


Il mio nuovo libro: Odore di sujo, mette in relazione la politica e la mafia. Hai scoperto l’acqua calda, potrebbe dire qualcuno! Lo sapevamo tutti.
La novità è nel “Verismo Interattivo”, il un nuovo genere letterario “culturalmente impegnato”. Esso consiste nell’inserire, nel testo dei romanzi, degli argomenti sociali o di attualità (come, ad esempio, ha fatto Dan Brown nel “Il codice da Vinci” in cui ha proposto il dilemma su Maria Maddalena come possibile moglie di Gesù).
Questi argomenti possono poi essere discussi in dei forum, ad es. quello presente nel mio sito http://www.alfiogiuffrida.com/Forum.aspx  dove sono già aperte numerose discussioni.  




Le origini della mafia sono riconducibili alla profonda diffidenza delle popolazioni siciliane verso una struttura di potere statale essenzialmente vessatoria. Ciò, probabilmente è stata la conseguenza di lunghi secoli di dominazioni (araba, normanna, spagnola, francese) che aveva imposto a quella popolazione un Re straniero, nel quale non riponevano alcuna fiducia. 

Durante la prima metà dell’800 la Sicilia subì una profonda trasformazione di carattere politico ed economico: l’antica struttura feudale iniziò a sgretolarsi, travolta dagli avvenimenti storici seguiti alla fase terminale del dominio borbonico.  

La società rurale, formata da contadini poveri ed analfabeti, era vessata dai potentissimi proprietari terrieri e dai loro gabellieri che, in assenza di leggi chiare ed univoche, continuò a regolarsi sulla base di norme non scritte, ma accettate e rispettate, da sempre, dai siciliani.

Il compito di regolare, nel bene e nel male, i rapporti sociali, attuando una “garanzia” immediata in assenza dello Stato o contro di esso, fu assunto dai cosiddetti “uomini di rispetto” o “uomini d’onore”, personaggi che per il loro carisma e, soprattutto per spavalderia e violenza, erano in grado di garantire il rispetto delle “regole”.  

Secondo altri studiosi, un gruppo di siciliani che si erano stancati dei soprusi dei signorotti e della mala-politica, si erano raccolti in una setta segreta, detta “I Beati Paoli”, diventando una sorta di vendicatori-giustizieri. La setta leggendaria nacque a Palermo ai primi dell’ottocento, con il nome di “Vendicosi”, il cui obiettivo era quello di raddrizzare i torti subiti dalla povera gente, agendo grazie alla assoluta omertà di tutti coloro che ne erano coinvolti, in una sorta di Nemesi.

Con l’avvento del Regno d’Italia, gli “uomini d’onore” entrarono ufficialmente nella politica, perché la gente confidava nella giustizia che esercitavano e li eleggeva con fiducia.

Odore di sujo vuole mettere il dito su questo errore: avere riposto la propria fiducia su persone indegne. Riportiamo qui di seguito un breve brano del testo.



«Mi creda, …» riprese lei, vedendo il mio sguardo, ansioso di sapere, «Lei non può immaginare come possa essere difficile la vita, per chi è entrato nell’ambiente dei malavitosi. …»

Dunque, lei c’era proprio dentro. E l’agguato a Giorgio era stato un regolamento di conti, quindi era indebitato. O forse era una ritorsione nei confronti di lei?

Più lei mi cacciava, più ero ansioso e perplesso. Volevo necessariamente continuare quella conversazione, per capire quali pericoli si nascondessero dietro quella donna, che si erano già riversati su Giorgio, ma che potevano colpire anche me o mia moglie.

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