giovedì 14 gennaio 2016

“Chicco e il Cane” – I giustizieri dell’umanità

È un brano del libro: “Chicco e il Cane” di Alfio Giuffrida

I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM del sito  http://www.alfiogiuffrida.com/   ,sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.


 La presenza del cane aveva permesso alla madre di instaurare con la figlia anche un rapporto di amicizia, oltre quello materno istituzionale, che le permetteva di entrare in confidenza con lei nonostante la grande differenza di età e senza trascurare il suo compito educativo.
Per chi ha già avuto un cane in casa, questo rapporto poteva non essere una novità, ma Tiziana non aveva mai avuto un animale domestico, anche se, da bambina, lo aveva chiesto più volte. Adesso che Molly allietava le loro giornate con la sua presenza ed i suoi gesti affettuosi, la giovane donna era entusiasta di spiegare alla figlia quanto affetto riescono a dare queste piccole creature e come bisogna prendersi cura di loro.
Milly, nella sua innocenza da bambina, la trattava come se fosse a sua volta la sua figlioletta, ricordava alla mamma di prepararle la pappa e a volte cambiava lei stessa l’acqua nella ciotola del cane, in modo che potesse bere sempre acqua pulita. Quel cane era molto utile alla sua formazione, le imponeva un po’ di altruismo ed un po’ di pazienza. Le aveva fatto capire che, se lei avesse fatto delle cattiverie o delle negligenze, il cane non avrebbe detto nulla, però ne avrebbe sicuramente sofferto.

A volte Tiziana si recava di proposito in quella strada, passeggiava su e giù per vedere se qualcuno si affacciava a qualche balcone per guardare come quel cane, che avevano abbandonato come un sacco di pulci, fosse ritornato bello ed invidiabile, ma nessuno era interessato a questa sua passerella improvvisata. Lei perdeva il suo tempo e si dispiaceva di ciò.

Alex vide che quella curiosità della moglie diventava sempre più ossessiva, il suo desiderio di giustizia rivolto ad individuare e, in qualche modo, punire i responsabili di una azione così disumana verso un essere indifeso, erano senz’altro giusti e condivisibili, ma loro non potevano prendere nessuna iniziativa in proposito. Purtroppo, al giorno d’oggi, non esiste ancora nessuna legge che protegga i cani o qualsiasi altro tipo di animale dalle azioni delittuose che le persone compiono verso di loro.
Anche se la cosa può sembrare strana, visto il grandissimo numero di animali domestici che popolano le nostre case e allietano le nostre famiglie, purtroppo è proprio così. Inoltre nessuno di noi, in fondo, può dire in modo certo che le proprie idee siano assolutamente giuste ed insindacabili, per cui è più corretto accettare le azioni degli altri, anche se noi le giudichiamo ingiuste. Alla fine della nostra vita ci sarà sicuramente qualcuno più in alto di noi al quale dovremo render conto delle nostre azioni.

Stanco di quelle passeggiate con il naso all’insù per cercare di individuare i vecchi padroni di Molly e dispiaciuto per il dolore che, in questo modo, provocavano alla loro bestiola, prese l’unica decisione possibile che potesse risolvere in modo definitivo quella inspiegabile ed intrigata situazione di disagio: «Dobbiamo evitare di passare da questa strada con il cane!» disse alla moglie in modo serio e  consapevole. «Non possiamo essere noi i giustizieri dell’umanità».  

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