lunedì 7 dicembre 2015

Paolo Arigotti alla manifestazione “Più libri, più liberi” 2015

Paolo Arigotti è un giovane che ha studiato molto e, fra le sue tante professioni, sta provando anche quella dello “Scrittore”.

Il suo libro “Un triangolo rosa”, si riferisce al simbolo di stoffa che dovevano indossare gli internati per omosessualità nei campi di concentramento nazisti. Un argomento duro da affrontare e da raccontare. Eppure nel suo libro, così come nella manifestazione “Più libri, più liberi”, lui lo ha fatto con professionalità e delicatezza.

Gli era a fianco il Prof. Francesco Gnerre, insigne studioso, che ha pubblicato numerosi saggi su “Il personaggio omosessuale nella narrativa italiana contemporanea”. Un “consulente” di grande riguardo che, nella presentazione, ha sottolineato alcuni dei temi affrontati nel libro.

Primo fra tutti l’Ipocrisia della Chiesa nei confronti dell’omosessualità. Nel libro un Cardinale dimostra benevolenza verso questa categoria di persone, purché “con discrezione”!. Ovvero: “Puoi esserlo, purché nessuno lo sappia, almeno ufficialmente.”

L’Ipocrisia (che io scrivo sempre con la I maiuscola) è il tema dominante del Verismo Interattivo, il nuovo genere letterario che consiste nell’inserire, nel testo dei romanzi, degli argomenti di carattere sociale che poi possono essere discussi e approfonditi in appositi “Forum”, come ad esempio http://www.alfiogiuffrida.com/Forum.aspx  dove l’Ipocrisia ed altri problematiche simili sono ampiamente trattate. Il sito vuole essere un punto di incontro tra lettori ed autori.

Il libro “Un triangolo rosa” parla anche della condizione in cui erano costretti a “sopravvivere” gli internati nei campi di concentramento nazisti.

Un altro argomento che ci accomuna e che io ho affrontato nel libro “La danza dello Sciamano” in cui un professore ebreo ed uno sciamano siberiano sono entrambi prigionieri ad Auschwitz. Nel mio libro ho narrato, pur con discrezione per non sconvolgere il lettore, fatti terribili, che mi sono stati personalmente raccontati da mio padre, il quale ha passato due anni come prigioniero di guerra nello stammlager di Stegelitz, vicino Berlino.

Chi vuole approfondire l’argomento può scrivere un commento nella discussione “LIBRI - La danza dello Sciamano. Ovvero: Il conflitto tra i popoli”, presente nel forum già menzionato.

Sullo stesso sito  http://www.alfiogiuffrida.com/  , nella pagina “Articoli”, si trovano alcuni brani del libro “Un triangolo rosa”.

giovedì 3 dicembre 2015

“Il Clima e l’Ambiente” di Alfio Giuffrida - Il Diluvio Universale


È un brano del libro:  “Il Clima e l’Ambiente” di Alfio Giuffrida
Si trova on line: http://t.co/L1oZOWLK  costo = 2,99 euro 
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del saggio commentando le discussioni aperte nel FORUM di questo  sito, sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Tra gli eventi meteorologici di rilievo che si sono verificati nel passato, il Diluvio Universale  merita un particolare interesse, sia per l’importanza e la vastità che esso ha avuto, sia perché è stato narrato da persone diverse ma con le stesse caratteristiche, sia per il suo significato mistico, come è scritto nel più importante dei libri: la Bibbia, dove il Diluvio è inteso non tanto come un evento meteorologico, ma come una “punizione divina”, destinata ad annientare l’umanità che si era macchiata di gravi peccati.
Il primo libro della Bibbia, la Genesi, [2] descrive nei minimi particolari il diluvio e spiega come esso sia stato mandato dal Signore per punire la “corruzione umana”. Il versetto 6.13 dice: “Allora Dio disse a Noè: Mi son deciso, la fine di tutti i mortali è arrivata …” e continua (versetto 7.11): “nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno … le cataratte del cielo si aprirono”.
Già, proprio il giorno diciassette segna l’inizio del Diluvio Universale, questo, secondo l’opinione più accreditata, è il motivo per cui, nella cultura mediterranea, il numero 17 porta sfortuna.
Sempre dalla Bibbia leggiamo (versetto 7.17) che “Il diluvio venne sopra la Terra per quaranta giorni …. Così fu sterminata ogni creatura esistente sulla faccia del suolo”. Ma se le piogge durarono incessantemente per quaranta giorni, le acque coprirono completamente la Terra per ben cinque mesi, come racconta ancora la Bibbia e fu solo alla fine del settimo mese di alluvione che “apparirono le vette dei monti” e Noè (versetto 8.10) “ rilasciò la colomba fuori dall’arca e …. tornò con una foglia di ulivo …”.
Sappiamo inoltre che nel 2350 a.C. in Mesopotamia, Re Sargon nel costruire il suo palazzo reale a Ninive realizzò una immensa  biblioteca di tavolette di argilla. Essa tuttavia andò quasi tutta distrutta e quel poco che rimase fu sepolta dalla sabbia.
Grazie agli scavi effettuati in tempi recenti, tra le 10.000 tavolette (oggi visibili al Louvre di Parigi e in altri musei) gli archeologi hanno recuperato il Poema di Gilgamesh, che narra di un eroe che può essere paragonato ad Ulisse, anch’egli celebre per i suoi viaggi nelle terre allora conosciute.
Durante uno di questi lunghi viaggi Gilgamesh incontra un vegliardo scampato al diluvio universale perché, allo stesso modo di Noè, si era costruito un’arca. Il poema quindi, scritto secondo i ricordi sumerici, costituisce la controparte del racconto biblico del diluvio, in lingua babilonese e assira.
Ma se la Mesopotamia è geograficamente vicina a Israele, sede principale dei racconti biblici, ci sono altre leggende, provenienti da civiltà lontane, che raccontano una storia collegata al Diluvio. Noè, secondo la Genesi biblica, era uno dei patriarchi: personaggi che hanno raggiunto un'età straordinaria, famosi per essere i discendenti di una misteriosa razza di Giganti. Secondo il calendario Maya noi viviamo un "giorno galattico", suddiviso in cinque Ere. La terza di queste, detta Era del Fuoco, è finita nell'anno 8238 avanti Cristo a causa di un "Grande Diluvio", in cui un uomo (guarda caso un gigante) riesce a salvare l’umanità rinchiudendo gli animali in una Arca per farli sopravvivere all'ira degli Dei
Racconti di Diluvi Universali sono presenti in ogni cultura e ad ogni latitudine del pianeta. In tutte le mitologie compare tuttavia un binomismo tra evento meteorologico e punizione divina. Questo può dipendere dal fatto che, nel subconscio umano, il Diluvio rappresenta la “più grande catastrofe possibile”, la più temuta, quella che Dio potrebbe mandare sulla Terra per estinguere il genere umano.
Al di la della narrazione Biblica, la pianura della Mesopotamia da sempre è effettivamente soggetta a grandi alluvioni, che possono essere causate sia da piogge torrenziali, sia dall’improvviso scioglimento, in primavera, delle nevi che si formano abbondanti sui rilievi del Caucaso.
 

“La danza dello sciamano” – Le esperienze pre morte

È un brano del libro: “La danza dello sciamano” di Alfio Giuffrida
Si trova in libreria oppure on line:
http://www.booksprintedizioni.it/libro/romanzo/la-danza-dello-sciamano I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM di questo sito, sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Laura raccontò subito al fidanzato di uno strano sogno che aveva fatto nelle ore in cui era ancora sotto anestesia.
 «Sentivo di muovermi con estrema rapidità lungo una galleria buia, con alla fine un immenso chiarore. Camminavo sulle mani e sui piedi, come un animale a quattro zampe, sospinta dal desiderio di raggiungere quella luce che avevo davanti a me  e che diventava sempre più vivida fino a raggiungere uno splendore sovrumano.»
 Alex la ascoltò assorto e preoccupato. Quel discorso del tunnel buio, con in fondo una luce, era lo stesso che aveva sentito più volte, raccontato da alcuni piloti militari che, in seguito a qualche incidente, si erano trovati in una situazione di “pre morte”.
La accarezzò con dolcezza, conscio del pericolo che la sua fidanzata aveva corso e speranzoso che adesso, finalmente, la sua salute andasse solo a migliorare. Lei ricambiò la carezza, poi riprese il suo racconto.

«Era una luce che non aveva una fonte ben precisa, era sparsa in tutto l’ambiente. Tuttavia era di un'indescrivibile luminosità, ma che non abbagliava, né mi impediva di vedere le altre cose.
Giunta in prossimità della fine del tunnel, improvvisamente mi resi conto di essere uscita dal mio stesso corpo e di vederlo dietro di me, in lontananza, come se io fossi soltanto uno spettatore. 
Tutto accadeva senza tempo, sembrava un istante ed al tempo stesso una eternità. Mentre ero fuori dal mio corpo ero davvero stupefatta da quanto mi stava accadendo. Non riuscivo a capire, ma tutto era reale. Vedevo con chiarezza il mio corpo separato da me e, nel mentre che io lo guardavo, esso si allontanava.
Improvvisamente accanto a me apparve mia madre. Ma non era in forma reale, bensì avvolta da una luce soffusa, che la rendeva simile a uno spirito di amore. In quella forma non avevo mai visto né mia madre né alcun altro essere umano.
In un attimo lei mi mostrò, come in un playback, gli avvenimenti più importanti della mia esistenza. Scorsero veloci, dalla mia nascita fino al momento dell’operazione. A quel punto mi trovai vicino ad una barriera, che sembrava rappresentare la divisione tra la vita terrena e un'altra vita.

Ero sopraffatta da intensi sentimenti di gioia, amore e pace. Mi sembrava di nuotare in un ambiente buio e gelido, eppure era pieno di luce. Mentre ero in quello spazio, sentivo soltanto calore e un immenso senso di benessere. Qualcosa che non avevo mai provato prima.
Ad un tratto mia madre si mise a correre verso di me, con le braccia tese in avanti e aperte, come per abbracciarmi forte a se.
Ma giunta sul mio corpo lo attraversò come se fosse uno spettro ed andò oltre, corse ad abbracciare un uomo senza volto che stava dietro di me e che io non avevo notato prima. Le due anime si strinsero come due ombre che si compenetrano, pur restando divise.
Poi entrambi mi guardarono e mi salutarono aprendo la bocca, come per dire delle parole, ma non dissero nulla. Quindi si voltarono indietro, si presero per mano e si avviarono, abbracciati insieme verso un’altra direzione, dove c’era un’altra sorgente di luce, che si ingigantiva sempre di più.

Io rimasi sola a guardarli, ma in quel frattempo mi sentii risucchiata nel tunnel da cui ero arrivata, mentre la luce che avevo sempre davanti a me diventava sempre più lontana.
Poi ad un tratto mi svegliai, aprii gli occhi e vidi ……