venerdì 25 settembre 2015

Il Diluvio Universale

È un brano del libro (ebook) “Il Clima e l’Ambiente”, di Alfio Giuffrida, disponibile su Amazon ( http://t.co/L1oZOWLK ). Fa parte del Verismo Interattivo, il nuovo genere letterario introdotto dall’autore, che consiste nell’inserire, all’interno del testo, degli argomenti culturali e di attualità che il lettore può approfondire partecipando al Forum sul sito http://www.alfiogiuffrida.com/Forum.aspx . In questo libro gli argomenti trattati sono: Il Diluvio Universale (è realmente accaduto oppure è stata una punizione divina?). I Medicane (uragani nel Mediterraneo, sono possibili?). Il Telelavoro (è possibile lavorare da casa?). Il clima di città (la presenza dell’uomo modifica il clima di una regione?), .. e molti altri.


Secondo l’egittologo Antonio Crasto, che ha dedicato ampio spazio alle catastrofi che hanno colpito l’antico Egitto e il mondo intero (vedi  http://www.ugiat-antoniocrasto.it/  ), il periodo più probabile per l’evento citato dalla Bibbia, dovrebbe essere quello del 5500 a.C..
Sappiamo che in età preistorica, quello che ora si chiama Mar Nero, era un grande lago di acqua dolce, separato dal mare da una sottile striscia di terra (Il Bosforo) attorno al quale esisteva già una civiltà abbastanza numerosa, per cui il numero delle vittime deve essere stato molto elevato. Piogge abbondanti su tutta la zona del Mediterraneo orientale determinarono un innalzamento del livello del mare e questa spinta fratturò la diga naturale del Bosforo e provocò l'inondazione del lago e il suo collegamento al mare. Nel Mar Nero occidentale, sono state scoperte tracce di città distrutte da eventi alluvionali e il tutto è databile proprio intorno al 5500 a.C.

Inizialmente i ricercatori hanno ipotizzato che l'invasione marina sia stata rapida e che abbia provocato un'onda talmente alta da sollevare le barche e le navi dei siti della costa orientale fino a portarle in cima alle montagne (mito dell'arca sull'Ararat). In realtà sembra che la frattura della diga sia stata graduale e che il lago si sia riempito lentamente, dando così tempo per una fuga delle popolazioni che abitavano le vecchie coste. La vicinanza della Mesopotamia lascia intendere che fu proprio questa catastrofe a impressionare le antiche civiltà (sumera ed egizia), che vivevano, in termine di tempo e spazio, nella stessa zona della Terra, portandole a descrivere l'evento attraverso i loro personaggi mitologici, rispettivamente Gilgamesh e Osiride.
La teoria descritta da Crasto è in accordo con quella dei due geofisici americani, William Ryan e Walter Pitman (http://it.wikipedia.org/wiki/Inondazione_preistorica_del_Mar_Nero) secondo cui l’evento potrebbe essersi verificato nel Mar Nero, tra 8.500 e 5.550 anni a.C., non tanto a causa di piogge alluvionali, ma come conseguenza dell’innalzamento del livello del Mar Mediterraneo.
Vista l’entità veramente universale del fenomeno, è possibile tuttavia formulare una ipotesi del tutto diversa; forse si è trattato di un cataclisma di proporzioni ancora più ampie che, oltre a forti piogge, ha compreso altri eventi naturali come terremoti, maremoti, sollevamenti e abbassamenti della crosta terrestre che, tutti insieme, hanno provocato una serie di enormi inondazioni sul nostro pianeta.
Secondo fonti diverse da quella già accennata, sembra che la trasformazione del Mar Nero in un vero e proprio mare, sia avvenuta in un periodo antecedente al 5500 a.C., diciamo tra  dodicimila e ottomila anni fa.
Secondo alcuni scienziati (http://cronologia.leonardo.it/mondo05a.htm già citato),  l'ultimo spostamento accertato dell'asse terrestre, che sarebbe stato la conseguenza della caduta di un enorme asteroide proprio in quel lago, che si è verificato tra 13.000 e 10.000 anni fa, provocando una tracimazione dell’acqua contenuta in esso, in modo simile a quanto avvenne il 9 Ottobre 1963 a Longarone, ai piedi della diga del Vajont.
Facendo un rapido confronto, i due periodi si sovrappongono per qualche migliaio di anni, per cui le due date sono compatibili. Quindi, pur restando nel campo delle ipotesi, è possibile supporre che si sia trattato dello stesso evento, generato dalla caduta di un asteroide e protrattosi per alcuni mesi con enormi sconvolgimenti della crosta terrestre in quella zona. In questo modo la data del Diluvio Universale verrebbe spostata indietro di qualche millennio, andando a coincidere con lo strato più spesso di argilla scoperto da Wolley.

Altre notizie sul Diluvio Universale si trovano su “Manuale di Meteorologia”, di Alfio Giuffrida e Girolamo Sansosti [3].

Nessun commento:

Posta un commento