venerdì 21 febbraio 2014

Il 1816: L’anno senza estate

In classifica Al giorno d’oggi ci lamentiamo sempre delle estati troppo calde o inverni molto rigidi. Ma, ci sono stati dei casi veramente eccezionali?
Il 1816 fu definito “L’anno senza estate”, a causa delle temperature molto basse che si verificarono su gran parte della Terra, soprattutto negli Stati Uniti e nel Canada.

Le maggiori anomalie iniziarono nel maggio 1816. Il ghiaccio distrusse la maggior parte dei raccolti in tutto l’emisfero nord, e a giugno due grandi tempeste di neve, nel Canada orientale e nel New England, provocarono molte vittime. All'inizio di giugno, quasi trenta centimetri di neve ricoprirono Québec. A luglio ed agosto i laghi e i fiumi ghiacciarono in Pennsylvania e altre tre gelate colpirono il New England, distruggendo tutti gli ortaggi.
Si ritiene che questa eccezionale anomalia fu causata dall'eruzione del vulcano Tambora, nell'isola di Sumbawa, in Indonesia, avvenuta dal 5 al 15 aprile 1815. Tale eruzione immise grandi quantità di cenere vulcanica negli strati superiori dell'atmosfera, dove rimasero per oltre un anno, ricadendo molto lentamente sulla terra. A causa di ciò, la temperatura globale dell’aria nei bassi strati diminuì notevolmente, poiché la luce solare faticava ad attraversare l'atmosfera.
L'eruzione del Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca di cenere. Qualcosa di simile accadde anche in Italia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, si crede a causa di pulviscolo disperso nell'atmosfera.

Tra le eruzioni vulcaniche molto potenti, che hanno determinato temporanei cambiamenti climatici sul nostro pianeta, possiamo ricordare quella di Santorini in Grecia del 1628 a.C. e quella del Kracatoa, in Indonesia, del 1883.

Nei miei romanzi, oltre a delle storie d’amore e di avventura, parlo anche di quella che è stata la mia materia di lavoro per 35 anni: la meteorologia! Chi volesse seguire i miei libri e i miei articoli, può vedere il sito  http://www.alfiogiuffrida.com/ .

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