domenica 16 febbraio 2014

“Chicco e il Cane” – Una pizza da “Pomodori Verdi Fritti”

In classifica È un brano del libro: “Chicco e il Cane” di Alfio Giuffrida
Si trova in libreria oppure on line:  http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=alfio+giuffrida 
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM del sito  http://www.alfiogiuffrida.com/   ,sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo

 
«Penso vada bene proprio stasera». Rispose Alex, contento di risentire l’amico, «Comunque voglio prima assicurami che non ci siano altri impegni in famiglia. Contatto mia moglie e ti richiamo tra cinque minuti».

Fissarono l’appuntamento per quella stessa sera, da “Pomodori Verdi Fritti”, nome curioso, tratto da un film del 1991, in cui quattro donne raccontano le loro storie, affrontando i temi dell’amicizia e dell’amore, ma che ad Ostia è semplicemente una pizzeria situata sulla via dei Pescatori, all’altezza di Casal Palocco, dove fanno una famosa pizza ai sei formaggi veramente fantastica.

Alex arrivò per primo all’appuntamento ed entrò nel locale, che conosceva bene  per esserne un assiduo frequentatore. Chiese alla proprietaria il suo solito tavolo in veranda, un po’ appartato, perché avevano il cane e non volevano che disturbasse le altre persone. La signora sapeva che Molly era buonissima, stava tutto il tempo nella sua cuccetta portatile poggiata su una sedia accanto a quella di Milly e mangiava le briciole che le dava la bambina, sempre pronta ad accarezzarla un po’ quando qualcuno, vedendola, la stuzzicava e lei usciva la testolina fuori dalla cuccetta. Si accomodarono tutti e tre ed il cane, Tiziana fece mettere due cuscini sulla sedia di Milly, che ormai si sentiva grande e voleva una sedia per adulti e non più il solito seggiolone che si trovava nei locali e che lei aveva usato fino a pochi mesi prima.

Subito dopo arrivò Vincenzo con la moglie e il bimbo. I due uomini, appena si videro, si salutarono come vecchi amici, entrambi entusiasti della nuova amicizia che stavano instaurando. Ma quando anche le due donne si guardarono in faccia, l’allegria si spense immediatamente. «Ma lei è la donna di cui ti ho tanto parlato, quella che è fuggita con il nostro cane, lasciando me e Chicco nella più assoluta disperazione.» Disse Susanna al marito, mentre diventava rossa di rabbia e lui sbiancava in volto.

Anche Tiziana si irrigidì, come se si fosse accorta, in un istante, di trovarsi al centro di un covo di serpenti velenosi, che le strisciavano addosso, pronti a morderla e a soffocarla. Stese un braccio sulla bambina e il cane come per proteggerli, mentre con l’altra mano afferrò il polso di Alex, stringendolo forte tanto da fargli male: «Ma sai chi sono loro? Sono i vecchi padroni di Molly! Coloro che l’hanno abbandonata quando ha partorito i suoi cuccioli. Lei è la donna che un paio di mesi fa ho incontrato per caso, quando tu eri a quel convegno. Dopo tutto il male che hanno fatto al nostro cane, quella schifosa ha detto pure che avrebbe voluto riprenderselo!» disse al marito strattonandolo con forza.

I due uomini non si resero subito conto di come il violento scontro che le rispettive mogli avevano vissuto qualche mese prima, stesse per riaccendersi in una furiosa lite. Capirono solo che si riferivano a quell’increscioso evento che era accaduto quando entrambi erano al convegno di Prato.

In quella occasione Alex era dovuto correre a casa in modo rocambolesco, per soccorrere la moglie, ferita, atterrita e barricata in casa. Susanna invece, avendo un carattere molto più freddo della sua rivale, anzi si direbbe quasi insensibile, era riuscita a non alterarsi più di tanto e non aveva detto nulla al marito finché era al convegno, per non farlo agitare. Ma appena era tornato a Ostia, gli aveva raccontato l’accaduto e gli aveva chiesto se era possibile fare qualcosa per riavere il cane.

Tuttavia in quel periodo Vincenzo era talmente impegnato in visite ed appuntamenti con vari medici, proprio per la malattia di Chicco, che non ebbe il tempo di ragionare serenamente su come fare per ricongiungere il figlio a quella bestiola, pur se aveva destato in loro tante speranze, per cui suggerì alla moglie di lasciar perdere. Dopo qualche giorno da quel fatidico incontro tra le due donne, nelle due famiglie tutto sembrava essere rientrato nella normalità e nessuno di loro ne aveva più parlato.

Adesso invece il dramma era riesploso. Si stavano consumando quegli attimi di silenzio e di estrema tensione, la calma che precede la tempesta, in cui gli avversari si scrutano per poi colpirsi in modo violento. Le due coppie si guardavano negli occhi per avere un cenno di intesa. Le donne stavano tese ed erano pronte ad andar via entrambi, i due uomini invece …..

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