domenica 12 gennaio 2014

“La danza dello sciamano” – Polacchi: Gente fiera!

sito web È un brano del libro: “La danza dello sciamano” di Alfio Giuffrida
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM del sito  http://www.alfiogiuffrida.com/  ,sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Mi rispose con voce ferma: «Mi chiamo Izaac Dabrowski e non ho fatto nulla di male contro i tedeschi ne contro qualsiasi altra razza. Mi hanno deportato per il solo motivo che io ero un intellettuale e ciò rappresentava un vincolo alle loro mire espansionistiche.
 
Per annientare una nazione, la prima cosa da fare è quella di cancellarne la storia, ma questa idea non era venuta in mente solo ai tedeschi, anche voi russi vi siete macchiati di crimini orrendi per cancellare la nostra nomenclatura.
Tu sai cosa è accaduto nella foresta di Katyn?
Ma se anche oggi stesso io morirò per le vostre idee, quante altre persone dovrete uccidere per imporre le vostre convinzioni anche a loro? Il giorno in cui fui deportato stava nascendo mio figlio e domani ne nasceranno altri, tanti altri. Sicuramente molti di loro non la penseranno come voi, cosa farete allora voi? Li ucciderete tutti? Farete come i tedeschi che hanno messo in atto i mezzi per sterminare la nostra razza?
Sappiate che il popolo polacco è fatto di gente fiera ed orgogliosa. Finché uno solo di noi sarà in vita, avrete un nemico da combattere. I vostri piani di supremazia saranno sempre destinati al fallimento, perché nessun popolo accetterà di essere comandato con la forza ed il sopruso!
La guerra è sempre stata una brutta cosa e non serve per portare avanti idee ed ideologie. Ricordati che il bene prevarrà sempre sul male e la forza non servirà a convincere le menti e gli animi.»
Così ci incamminammo senza una meta ben precisa, sapevamo solo che dovevamo andare verso est, dove era la Russia. L’unico paese, ancora libero, da cui potevamo essere ospitati. Volevamo raggiungere la città di Kiev, dove i sovietici stavano cominciando a sferrare la loro controffensiva.
Ma la marcia, a piedi, era dura. L’inverno diventava sempre più freddo e noi non potevamo contare sull’aiuto di nessuno. Eravamo ancora in un territorio occupato dei tedeschi e quei numeri che avevamo tatuati sull’avambraccio, dicevano tutto di noi. Eravamo evasi da Auschwitz! Se i tedeschi ci avessero identificati, ci avrebbero fucilato immediatamente!
 
Tuttavia, man mano che si andava avanti, la situazione diventava sempre più confusa. Alcune zone erano controllate dai tedeschi, ma in altre non comandava più nessuno. C’erano soprattutto i russi, ma anche truppe italiane, rumene e di altre nazioni.
In quelle condizioni fu facile confondersi con i civili e con le truppe regolari, che si muovevano senza più un comando centrale. E noi ci inserimmo in un gruppo di profughi che i militari russi spingevano da qualche parte, apparentemente senza una meta.
A volte ci facevano salire su una tradotta militare, ma più spesso si camminava a piedi. Tutti marciavamo senza sapere dove ci avrebbero portati, al solo grido di “Davaj, davaj” che significa “Avanti, avanti”.
Li non c’erano uniformi da riconoscere, man mano che le presone morivano, venivano spogliate di ogni indumento. Scarpe, divise, tutto era utile pur di coprirsi. Non c’era più la paura di essere riconosciuti perché si indossava una divisa oppure un’altra.
Si moriva perché rullati dai carri armati e si moriva per il freddo. Stavamo a 30°C sotto zero e i russi ci toglievano scarpe, pellicciotti, tutto quanto gli piaceva o gli faceva comodo. Si moriva di fame perché non c’era nulla da mangiare.
Centinaia di chilometri così, spesso a piedi e con i russi che ci sparavano addosso se appena protestavamo oppure ci fermavamo sfiniti. Un ufficiale, di non so quale esercito, venne ucciso davanti ai miei occhi solo perché, stremato dalla fatica, si era inginocchiato.
Quella marcia ci portò verso nord, in una città che si chiamava Smolensk ……..

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