venerdì 17 gennaio 2014

“Chicco e il Cane” – Il Telelavoro

È un brano del libro: “Chicco e il Cane” di Alfio Giuffrida
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM del sito  http://www.alfiogiuffrida.com/   ,sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

La presentazione, come al solito, ebbe grande successo. Alex fu il primo relatore della conferenza ed espose il lavoro, che aveva accuratamente preparato, con la sua proverbiale chiarezza e professionalità. Con esso Alex accese l’attenzione del pubblico su alcuni argomenti di grande attualità:

 
«Il microambiente che si viene a generare all’interno delle grandi città è molto diverso da quello delle zone rurali. Negli agglomerati urbani la temperatura è più elevata, l’umidità relativa è più bassa e il vento è meno intenso. Inoltre spesso siamo costretti a spostarci tra ambienti climatici molto diversi e ciò crea un notevole stress fisico per il nostro organismo. Ciò accade sia, prendendo in considerazione un esempio più che evidente, ad una persona che viaggia in aereo da Mosca a Miami, ma anche, pur se in misura minore, a chi più semplicemente e frequentemente, abita in una zona rurale e si deve recare quotidianamente in ufficio, che in genere è situato al centro della città.

Questo continuo disagio potrebbe tuttavia essere superato mediante il “telelavoro”. Questo “modus operandi” è una tecnica già in uso in molti altri stati, ma anche in Italia, in alcuni ambienti lavorativi, quali ad esempio quello dei giornalisti, i quali spesso scrivono su un quotidiano che viene stampato in un’altra città, pur restando comodamente a casa e inviando i loro articoli tramite e-mail. 

Questa idea inizialmente è stata studiata negli Stati Uniti,» continuò Alex, «per risolvere il drastico calo di rendimento lavorativo che statisticamente si verificava nelle giornate particolarmente afose. Si era inoltre notato che, pur spendendo una grossa fetta del budget di ciascuna impresa per dotare gli uffici di potenti condizionatori e tenerli accesi, il calo di rendimento era inevitabile. Per cui era preferibile dotare gli uffici di impianti di condizionamento d’aria meno potenti e lasciare a casa i dipendenti nei pochi giorni in cui la temperatura era superiore ad una certa soglia.

In Italia, una cosa veramente ben fatta sarebbe quella di poter applicare il telelavoro nel settore della pubblica amministrazione. Sarebbe di grande aiuto alle persone che trovano difficoltà a raggiungere il posto di lavoro per vari motivi, non ultimi a coloro che soffrono di allergie, soprattutto in primavera o nelle giornate ventose, quando per raggiungere la sede della loro attività le persone debbono affrontare percorsi all’aperto, dove i pollini vengono rilasciati incessantemente, provocando in questi soggetti enormi disturbi che li rendono incapaci di lavorare serenamente. 

Il telelavoro tornerebbe molto utile non solo nei giorni di caldo afoso, di freddo intenso e  per  coloro che soffrono di allergie, ma sarebbe un modo per favorire anche il lavoro delle donne, che spesso sono costrette a stare a casa non solo quando sono ammalate loro stesse, ma anche quando devono accudire i loro bambini o familiari, costretti a letto da qualche malattia, impossibilitando anche le mamme a recarsi al loro lavoro.

Sarebbe ugualmente utile per alcuni portatori di handicap fisici, che potrebbero svolgere normalmente utilissimi lavori restando a casa, mentre il fatto di dover andare in un ufficio li obbligherebbe a dei percorsi lunghi ed impegnativi, impedendo loro di avere un impiego, mentre con il telelavoro tutto ciò sarebbe possibile, con soddisfazione economica e morale per loro ed con un indiscusso beneficio alla comunità.»

La novità del telelavoro, presentata da Alex, fu accolta con successo. Tra i presenti serpeggiò un vociare ed un applaudire alle iniziative sociali che proponeva quel giovane Ufficiale e tutti, più o meno apertamente, apprezzarono le sue idee, destinate ad avere un indiscusso successo.

Durante la pausa pranzo Alex ricevette molti complimenti e dovette rispondere a numerose domande. Tra i tanti medici che gli chiesero l’indirizzo e-mail, al fine di instaurare una futura collaborazione, c’era anche Vincenzo, il quale, dopo avergli posto qualche quesito di carattere tecnico, nel salutarlo gli fece una strana domanda: «A proposito, come sta sua moglie?».

Alex rimase sorpreso da quella richiesta, ma rispose gentilmente: «Mia moglie sta bene. Ma lei la conosce?» Vincenzo sorrise un po’, vedendo che Alex non si ricordava più di un episodio avvenuto un paio di mesi prima e, con un cenno di sorriso sulle labbra, …….

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