domenica 15 dicembre 2013

“Chicco e il Cane” – L’Incipit

È un brano del libro: “Chicco e il Cane” di Alfio Giuffrida
Si trova in libreria oppure on line:  http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=alfio+giuffrida 
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO. Uno dei due “fatti veri” che hanno dato vita al romanzo è infatti la cagnetta che percorreva la Via del Mare. Esso ha dato spunto all’Autore per parlare di un argomento scottante: l’abbandono degli animali domestici!


Quel giorno la Via del Mare era piena di traffico. Era il primo pomeriggio di un sabato di aprile e ad Ostia faceva già un caldo che poteva dirsi estivo. Alex e sua moglie Tiziana tornavano in macchina da Roma procedendo a passo d’uomo, incolonnati sotto il sole di quella splendida giornata che aveva spinto molti romani a recarsi al mare, per godere delle prime avvisaglie di una estate che già si annunciava caldissima, oppure chissà, per ammazzare la noia in un modo diverso dagli altri giorni. Era la primavera che tutti aspettavano per poter dimenticare le piogge dell’autunno ed il freddo dell’inverno, per godere il profumo dei fiori ed il vento leggero che accarezzava il volto.

Ad un tratto la loro attenzione fu attratta da una cagnetta quasi bianca, con le orecchie e la testa chiazzate di un colore marrone scuro, che procedeva anche lei verso Ostia, zoppicando un pò, ma senza mai rallentare il suo passo. Camminava dritta sul bordo sinistro della strada, procedendo più veloce delle auto incolonnate, senza badare alle pochissime macchine che percorrevano la corsia in direzione di Roma. Ciò che immediatamente colpiva era il suo sguardo spaventato ed afflitto. Il portamento denotava una stanchezza infinita e le mammelle, gonfie e penzolanti, proprie di chi è in fase di allattamento, le sbattevano sul ventre ad ogni passo.


Appena vide la cagnetta, Tiziana, che fino a quel momento guardava la strada, annoiata dal lento procedere del traffico e sbuffando dal caldo, sobbalzò presa da un improvviso senso di pena per quel povero animale abbandonato. Visto che la macchina era ferma per il traffico, con un doloroso nodo in gola, volle scendere per soccorrerla, o almeno per darle un minimo di conforto. Fece una corsetta e le si parò davanti, accovacciandosi sulle gambe e aprendo le braccia in un segno di affetto per farle una carezza, ma la cagnetta corse avanti e non si fece prendere. Tiziana capì che in questo modo poteva solo metterla in pericolo e farla andare sotto qualche auto per cui non insistette, ritornò in macchina e si avviarono un po’ più velocemente, sorpassando la povera bestia, estremamente bisognosa di aiuto, ma incapace di accettarlo da altri se non dal suo padrone.

Eppure cosa era accaduto era ben chiaro, non occorreva avere troppa fantasia per capire come erano andati i fatti! Sicuramente aveva avuto una bella cucciolata, ma il suo padrone aveva deciso che non poteva o non voleva tenerla. Così, come è sempre accaduto in questi casi, ad avere la peggio è stato l’essere più indifeso, colui che ha avuto la sola capacità di voler bene senza chiedere null’altro in cambio. Sicuramente la povera bestiola era stata buttata fuori di casa, portata chissà in quale strada fuori città e lì abbandonata, forse con la segreta speranza che qualche macchina la mettesse sotto, chiudendo definitivamente la partita e non se ne parlava più.

E i cuccioletti? Chissà, forse venduti, oppure buttati   ……   

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