mercoledì 30 ottobre 2013

Alfio Giuffrida. Chicco e il cane.


Perché scegliere “Chicco e il cane”, di Alfio Giuffrida?

Lo spunto che ha dato vita a questo avvincente romanzo è un fatto vero: una conferenza, organizzata dall’Associazione Federasma, tenutasi a Roma nel 2003, alla quale l’autore ha realmente partecipato come meteorologo. In essa si è parlato del contributo che la meteorologia può fornire ai bambini ammalati di asma.
L’Autore ha così voluto sottolineare le sofferenze che spesso affliggono bambini e genitori, parlando non solo dell’asma, ma anche di una malattia ancora più grave, dalla quale molto difficilmente si riesce a guarire.


C’era poi un altro fatto vero, che meritava di essere raccontato: un paio di anni fa, percorrendo la Via del Mare in un giorno di traffico, mi sono trovato affiancato da una cagnetta che camminava stanca ma decisa, con le mammelle penzoloni, che dovevano allattare una cucciolata che non c’era. La mia fantasia è andata ad una storia che potrebbe esser vera: una cagnetta cacciata da casa perché aveva partorito. E infatti il volto di quella bestiola indicava una infinita tristezza, ma anche la preoccupazione di ritornare dal suo “padrone”, che lei aveva sicuramente già perdonato!

Ma nella storia, quando tutto sembra precipitare, interviene la “Speranza”, che da sempre ci dà la forza di continuare a vivere e che qui si presenta sotto forma di una cagnetta che si dedica al “suo” bimbo in modo totale. Ed in effetti, Chicco è un bambino, al centro di una storia triste e commovente, ma che anch’essa potrebbe essere vera. Tuttavia la sua vita ha una svolta quando conosce Molly, una cagnetta abbandonata che lo adotta. Si, in effetti è proprio la cagnetta ad “adottare” il bambino!

Il libro introduce un nuovo filone letterario chiamato: “Verismo interattivo” in cui il lettore diventa protagonista, partecipando ai forum accesi sugli argomenti sociali o di attualità, introdotti nel romanzo, sul sito dello stesso autore  http://www.alfiogiuffrida.com/.

Il racconto infatti è anche il pretesto per accendere i riflettori su argomenti scientifici e di attualità, come il caso di Emanuela Orlandi. Nel libro si pone un interrogativo: i processi vanno svolti in Tv o al Tribunale?

Le persone sono molto interessate ai fatti di cronaca, ma ciò è perché hanno effettivamente voglia di giustizia, oppure è solo una morbosa curiosità? Tutti siamo pronti a condannare le azioni degli altri, ma in quel momento pensiamo alle nostre azioni? Oppure, come dice il giudice nel romanzo: “Era proprio l’Ipocrisia, quella con la “I” maiuscola, che governava la Giustizia, la Politica, la Società, TUTTO!!!”?

Tuttavia, la vera protagonista di questo romanzo è Molly, la cagnetta che è stata bistrattata dagli uomini, che le hanno procurato inumane disavventure ed ammazzato i cuccioli sotto i suoi stessi occhi. Eppure lei riesce a perdonare i suoi carnefici e alla fine è lei a diventare la “mamma” dei due bambini ammalati, adottandoli come se fossero proprio i suoi cuccioli.  

E il Signore interviene direttamente nella storia con una parabola che fa riflettere …. Una penna, un foglio e un calamaio, nella penombra si animano e si contendono quelle prerogative che anche noi persone spesso ci attribuiamo, non sapendo che il merito è …… .   

Nessun commento:

Posta un commento